Il costo della gestione di una pagina Facebook va da circa 300 euro al mese per una gestione base a oltre 3.000 per una completa [1]. È una forbice enorme, perché sotto lo stesso nome si vendono cose diverse: due post a settimana con una grafica, oppure video, pubblicità e qualcuno che risponde ai clienti. Qui vedi cosa paghi davvero in ogni fascia, cosa resta fuori dal canone e come capire se il prezzo è giusto.
Quanto costa la gestione dei social: le fasce di prezzo
Una guida di Kontentino, uno strumento per gestire i social, divide i pacchetti per le piccole imprese in tre fasce [1]:
Sono fasce indicative. Il prezzo dentro ogni fascia lo fanno quattro cose:
- quanti contenuti: due post a settimana non costano come quattro video;
- chi li produce: grafiche fatte al computer o riprese sul posto;
- la pubblicità: se qualcuno crea e segue le campagne, o se ci si ferma ai post;
- i contatti: se qualcuno risponde ai messaggi e li fa arrivare a te.
Sotto i 300 euro al mese di solito trovi solo la pubblicazione. Per molte attività è più onesto farla in casa e investire quei soldi altrove.
Cosa deve includere un pacchetto
Prima di confrontare i prezzi, mettili sulla stessa riga. Ecco le voci da chiedere per iscritto:
Quanti contenuti a settimana, e di che tipo?
Numeri precisi: «2 post e 2 video a settimana». Non «presenza costante».
Chi gira i video e scatta le foto?
Se vengono da te o ti chiedono il materiale, cambia molto il lavoro che resta sulle tue spalle.
La pubblicità è compresa nella gestione?
Creare e seguire le campagne è lavoro: deve essere nel pacchetto o scritto a parte.
Cosa succede quando qualcuno scrive?
Se nessuno risponde in fretta, i contatti che hai pagato con la pubblicità si perdono.
Il budget per la pubblicità è sempre a parte
È la voce che confonde di più. Il canone paga chi lavora. Il budget per la pubblicità va a Meta, cioè a Facebook e Instagram, e serve a far vedere i contenuti a chi non ti segue ancora.
Da noi funziona così: il budget lo paghi direttamente a Meta con la tua carta e lo vedi in tempo reale. Il nostro compenso è separato. Se qualcuno ti chiede un prezzo unico «tutto compreso», chiedigli quanto di quella cifra va davvero in pubblicità.
Quanto mettere? Meta non fissa un minimo uguale per tutti: dipende dal Paese e dall’obiettivo [2]. Se però dai alle campagne un obiettivo di costo per risultato, il budget giornaliero deve essere almeno cinque volte quel costo [2]. Più del numero conta la costanza: le campagne migliorano con i dati, e accenderle per una settimana e poi spegnerle non le fa imparare.
Freelance, agenzia o persona interna
Le strade sono quattro, e ognuna ha un costo diverso dal canone che leggi.
Fai da te. Pubblicare è gratis, ma il costo è il tempo. Piano, foto, video, testi e risposte sono ore tolte all’azienda, di solito al titolare.
Freelance. Costa meno di un’agenzia e va bene se ti servono post e grafiche. Diventa difficile quando servono più cose insieme: riprese, montaggio, pubblicità, gestione dei contatti. Una persona sola raramente le fa tutte bene.
Agenzia. Costa di più, ma mette insieme più competenze. Il rischio è pagare un nome e ricevere un report pieno di like e visualizzazioni. Ne abbiamo parlato in like contro clienti.
Persona interna. Ha senso quando i social sono una parte grande del tuo lavoro. Oltre allo stipendio, ci sono strumenti e formazione, e quando quella persona è in ferie i social si fermano.
Come capire se il prezzo è giusto: guarda i clienti, non i post
In Italia il 59% delle imprese con almeno 10 addetti usa i social; negli alberghi e nella ristorazione si sale all’82,3% [3]. Con numeri così, ti distingue solo una pagina da cui arrivano richieste.
Per questo, tra due preventivi, più del numero di post confronta le risposte a tre domande:
- Quanti contatti mi porterete, e come li misurate?
- Chi risponde quando qualcuno scrive, e in quanto tempo?
- Cosa succede se dopo tre mesi i numeri non ci sono?
Noi i nostri pacchetti li costruiamo su quanti post e video servono a settimana, sempre insieme alla pubblicità, e chi clicca riceve un messaggio automatico su WhatsApp. I primi 3 mesi servono a far partire il sistema; dopo, decidi mese per mese.
In Riva al Sile: nuovi clienti ogni mese
Un locale che nella zona di Jesolo in tanti non conoscevano. Con social, pubblicità, Google Business e video oggi ha nuovi clienti ogni mese e 60-80K visualizzazioni al mese.
Le domande da fare prima di firmare
- Quanto dura il contratto? Diffida dei vincoli di 12 mesi: se il lavoro funziona, il cliente resta da solo.
- Di chi sono la pagina e l’account pubblicitario? Devono essere intestati alla tua azienda, non all’agenzia.
- Che report ricevo? Ti servono contatti, richieste e costo per contatto, non solo visualizzazioni.
- Chi produce il materiale? Se le foto e i video devi farli tu, il prezzo va confrontato con chi viene a girarli.
Se vuoi capire come la pagina diventa un canale che porta richieste, abbiamo spiegato il percorso completo nell’articolo sul funnel di marketing.
Fonti
[1] Kontentino, Pacchetti social media per piccole imprese: guida ai prezzi, 14 maggio 2026. — kontentino.com
[2] Meta Business Help Center, Best practice per i budget minimi. — facebook.com/business
[3] Istat, Imprese e ICT – Anno 2025, 15 dicembre 2025. — istat.it
Numeri dell’agenzia. I numeri di In Riva al Sile sono quelli del caso studio. Budget pagato con la carta del cliente e primi 3 mesi sono le condizioni scritte nelle nostre pagine servizio.
